Ernesto Picchioni, Il mostro della Salaria

Ernesto Picchioni, Il mostro della Salaria

LA STORIA E IL PROFILO DEL SERIAL KILLER CONTADINO DI NEROLA


Ernesto Picchioni (1900 - 1967) poteva facilmente essere scambiato per un normale contadino. La sua cascina, nei pressi di Nerola (sulla via Salaria a pochi chilometri da Roma), ospitava la moglie e quattro figli. Ma i terreni e le discariche nelle immediate vicinanze della sua abitazione occultavano gli orrori dell’attività segreta di Ernesto Picchioni: quella di serial killer.

Il Mostro della Salaria, come venne soprannominato Picchioni, era un omicida seriale stanziale. I suoi delitti avvenivano nelle vicinanze della sua cascina e le sue vittime predilette erano i passanti, meglio se in bicicletta. I suoi erano omicidi casuali, non guidati da paranoie od ossessioni: solo dal banale interesse economico. Uccideva per rubare i soldi necessari alla sua prossima bevuta e per la prossima partita a carte in osteria.

La serie di omicidi avvenuti nell’arco di tempo di tre anni (1944 – 1947) venne interrotta dalla moglie. Furono accertate almeno otto vittime. Ma forse furono molte di più.


LA MISERIA E LA VIOLENZA AL CHILOMETRO 47 DI VIA SALARIA



Ernesto Picchioni visse una vita di stenti. Originario della provincia di Rieti, si trasferì nei pressi di Nerola occupando una casa diroccata all’altezza del chilometro 47 di via Salaria. Con lui c’erano Angela Lucarelli, la moglie, e quattro figli.

Il suo tirocinio omicida iniziò probabilmente durante la guerra e i suoi guai con la legge iniziarono con l’aggressione del proprietario del terreno che occupava abusivamente con la famiglia.

Disoccupato e squattrinato, Picchioni sceglieva casualmente le sue vittime tra coloro che passavano lungo la via nei pressi della sua cascina. Come un ragno, preparava la sua trappola e attendeva che qualche ignaro passante vi cadesse dentro.


LA TECNICA OMICIDA DI ERNESTO PICCHIONI



La tecnica con cui Ernesto Picchioni agiva nel suo intento omicida era semplice: gettava chiodi lungo la via, attendeva che qualcuno passasse in bicicletta forando la gomma e, solo allora, egli spuntava dai cespugli per sparare un colpo di fucile o sferrare un colpo alla testa con una pesante chiave inglese.

Un vero e proprio predatore che uccideva per interesse: le vittime venivano derubate dei loro averi e le loro biciclette venivano smontate per essere occultate.

Ernesto Picchioni era un serial killer lucido e organizzato. Puliva meticolosamente la scena del crimine e nascondeva i cadaveri nelle discariche attorno a Nerola e nell’orto della sua cascina.


LA MOGLIE CORAGGIOSA CHE FERMÒ IL MOSTRO DELLA SALARIA



A porre fine alla serie di omicidi compiuti da Ernesto Picchioni fu la moglie. Angela Lucarelli si accorse, assieme ad altri parenti, di ciò che stava avvenendo. Inizialmente nessuno parlò per paura della reazione violenta del Picchioni. La Lucarelli si convinse a denunciare il marito e condusse gli inquirenti sul terreno degli orrori: lì dove Il mostro di Nerola sotterrava le sue vittime.

Venne condannato a due ergastoli e 26 anni di prigione nel 1949. Morì in carcere per arresto cardiaco nel 1967.