Daniela Poggiali, L’infermiera killer di Lugo

Daniela Poggiali, L’infermiera killer di Lugo


LA STORIA E IL PROFILO DELL'ASSASSINA SERIALE ITALIANA CHE S'IMMORTALÒ CON LA SUA VITTIMA


La storia di Daniela Poggiali (1970) è una di quelle ancora da scrivere. L’arresto che risale al 30 marzo 2016 e la condanna all’ergastolo in Corte d’Assise per la morte di Rosa Calderoni emessa dal Tribunale di Ravenna l’11 marzo 2016 sono, forse, solo l’epilogo di una serie di iniezioni letali per le quali questo angelo della morte è sospettato. Si stimano circa 90 decessi fuori dalle statistiche (secondo le perizie citate in aula), nel periodo e negli orari nei quali l’infermiera ha lavorato presso l’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo.


Come il caso accertato di morte di Rosa Calderoni per mano di Daniela Poggiali, le altre presunte vittime erano soggetti anziani, ricoverati in ospedale, ai quali potrebbe essere stata somministrata tramite iniezione una dose letale di sostanze farmacologiche come il cloruro di potassio.


Secondo le testimonianze dei collegi la Poggiali, dichiaratasi sempre innocente, era un’infermiera intollerante nei confronti dei malati più problematici e delle loro famiglie. L’eliminazione di tali pazienti è stato, forse, un modo per questo angelo della morte di liberarsi delle noie da corsia.

LA BEFFA DELLA MORTE IMMORTALATA


Tra i primi provvedimenti presi nei confronti di Daniela Poggiali, prima ancora del sospetto e delle indagini per l’omicidio di Rosa Calderoni, c’è stato il licenziamento per un atto indecoroso: la foto scattata accanto al corpo esanime di Rosa Calderoni: quella che ora si pensa sia solo la sua ultima vittima.


La posa esultante e sorridente con la quale l’infermiera killer di Lugo si è fatta ritrarre da una collega (licenziata anche lei), ha aggiunto una nota grottesca all’orrore che la cronaca ha consegnato alla storia delle killer donna italiane.