Leonarda Cianciulli - La saponificatrice di Correggio

Leonarda Cianciulli - La saponificatrice di Correggio

LA STORIA E IL PROFILO DELLA SERIAL KILLER ITALIANA


Leonarda Cianciulli (1894 - 1970), detta La saponificatrice di Correggio, è stata una delle serial killer donna italiane. Il suo soprannome le deriva dalla modalità con la quale ha occultato almeno uno dei cadaveri delle sue tre vittime: facendolo a pezzi e sciogliendolo nella soda caustica per produrne saponette.

La storia biografica della Saponificatrice di Correggio è nota per via di un memoriale di oltre 800 pagine presentato durante il processo nel quale Leonarda Cianciulli era imputata per la scomparsa di alcune donne. Tuttavia si ritiene che tale documento sia stato manipolato dagli avvocati della donna.


LE 3 VITTIME DELLA SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO


Leonarda Cianciulli uccise le sue vittime (tutte donne) nel periodo che va dal 1939 al 1941, replicando pressoché lo stesso schema: attrazione delle vittime con promesse, depistaggio con lettere indirizzate ai parenti fatte scrivere alle donne con l’inganno, uccisione, furto dei pochi averi e occultamento di cadavere.

La prima vittima fu Ermelinda Faustina Setti, una donna di settant’anni che venne attratta con la promessa di averle trovato marito. La raccapricciante descrizione del vilipendio del corpo della donna per far sparire il cadavere ha garantito alla Cianciulli un “posto d’onore” tra i serial killer più efferati.

Francesca Clementina Soavi venne attratta dalla Saponificatrice di Correggio con l’offerta di un impiego. Con la scomparsa della Soavi, la Cianciulli inizia a lasciarsi dietro alcuni testimoni: un’amica della vittima conosce gli spostamenti della donna ma, nell’immediato, non denuncia il sospetto legato alla scomparsa.

Virginia Cacioppo è la terza e ultima vittima di Leonarda Cianciulli. Anche in questo caso, la Saponificatrice di Correggio attrae la sua vittima, ex soprano di successo, con la promessa di un ingaggio. Nel suo memoriale, la Cianciulli dichiara che anche il corpo della Cacioppo venne smembrato e saponificato.


PERCHÉ LEONARDA CIANCIULLI HA UCCISO


Alla Saponificatrice di Correggio venne riconosciuta, a seguito del processo aperto nel 1946 a suo carico, la semi-infermità mentale e venne condannata a tre anni di reclusione nel manicomio criminale e trent’anni di carcere. Ma perché la Cianciulli uccideva?

L’accusa avanzò l’ipotesi di furto. Tuttavia la Cianciulli stessa si oppose a tale supposizione, dichiarando di aver compiuto gli atti criminali per via di un sogno nel quale la deceduta madre, con la quale ebbe un rapporto freddo e conflittuale, le chiese un tributo di sangue per salvare le vite dei figli.

La saponificatrice di Correggio era benvoluta e stimata dai compaesani, famosa per la sua ospitalità e per le virtù di madre esemplare, nonostante le sue eccentricità.

Da un’analisi a posteriori del memoriale e degli atti del processo è stato tracciato un possibile profilo psicologico di Leonarda Cianciulli, diagnosticandole un disturbo di personalità con tratti sadici, schizoidi e paranoidi. La carenza dell’affetto materno di cui la Cianciulli ha avuto esperienza è da annoverare tra le cause del suo disagio psichico.

La saponificatrice di Correggio morì nell’ospedale psichiatrico di Pozzuoli il 1970 a seguito di un ictus.