Donato Bilancia

Donato Bilancia

LA STORIA E IL PROFILO DEL SERIAL KILLER DELLE PROSTITUTE


Donato (Walter) Bilancia (1951), detto Il serial killer delle prostitute o Il mostro della Liguria è ladro e un serial killer italiano. Ha compiuto 17 omicidi a cavallo tra il 1997 e il 1998. Le sue vittime preferite erano prostitute (analogamente a un altro omicida seriale italiano: Maurizio Minghella). Oggi deve scontare 13 ergastoli.

La personalità complessa di Donato Bilancia non permette una chiara profilazione psicologica di questo serial killer. La sua storia parla di un’infanzia sofferta in una famiglia che si rapportava a lui senza alcun affetto, con un padre che tendeva a umiliarlo e una madre dalla personalità nulla.

L’unica persona con la quale riuscì a stabilire una sorta di legame fu il fratello, con il quale ruppe i rapporti e che, qualche anno dopo la brusca fine della relazione (e per cause indipendenti da essa), si suicidò buttandosi sotto un treno con il proprio figlio di 4 anni in braccio.

Donato Bilancia era noto nell’ambiente del gioco d’azzardo per le sue forti puntate e nel mondo criminale per i suoi furti.


IL PRIMO SANGUE


La scia di morte che Donato Bilancia si lascia alle spalle iniziò nel 1997, quando egli uccise Giorgio Centanaro, Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto. Movente: truffa al tavolo da gioco; arma dei delitti: pistola calibro .38. Gli omicidi successivi furono a scopo di furto, mentre l’uccisione del metronotte Giangiorgio Canu fu motivata dalla “semplice” ritorsione contro la figura della forza dell’ordine.


GLI OMICIDI SERIALI DI BILANCIA


Gli omicidi seriali iniziarono con l’assassinio, il 9 marzo 1998, della prostituta albanese Stela Truya. Nove giorni dopo toccò alla prostituta ucraina Ljudmyla Zubskova.
Con la transessuale Lorena Castro, Donato Bilancia si lasciò dietro una testimonianza in grado d’identificare aggressore e auto (una Mercedes-Benz 190 nera). Ma la lunga lista di morti non si fermò e le lucciole continuarono a morire, trasformando Bilancia nel Serial killer delle prostitute o Il mostro della Liguria.


IL SERIAL KILLER DEL TRENO


Donato Bilancia, di punto in bianco, cambiò strategia, iniziando a colpire casualmente donne su tratte ferroviarie liguri. Le vittime furono tre. La risonanza mediatica fu massima, così come l’impegno delle forze dell’ordine.


COME INCASTRARONO DONATO BILANCIA


L’identikit tracciato dalla transessuale Lorena e la sua segnalazione della Mercedes furono i due indizi che portarono presto sulle tracce del Serial killer delle prostitute. Tuttavia le prove definitive per la sua colpevolezza nella serie di omicidi di quei sei mesi tra il 1997 e il 1998 vennero raccolte in un bar.

In un bar di Sturla, il serial killer delle prostitute si fermò a prendere un caffè, ignaro del fatto che accanto a lui si trovavano due carabinieri in borghese. Quando egli uscì dal locale, gli uomini del Reparto operativo dei Carabinieri di Genova si appropriarono della tazzina usata dal Bilancia.

Grazie all’analisi del DNA proveniente dalla saliva del criminale si riuscì a collegare Donato Bilancia a molte delle scene del crimine.

I Carabinieri lo arrestarono davanti casa: Bilancia non oppose alcuna resistenza e confessò tutti i reati commessi a pochi giorni dall’arresto.

Oggi sconta la pena di 13 ergastoli per 17 omicidi e di 16 anni per il tentato omicidio della testimone chiave Lorena Castro.

Il caso di Donato Bilancia ha ispirato serie televisive, programmi televisivi e saggi. Il serial killer è stato anche oggetto di un’intervista che ha suscitato numerose e severe critiche.